AR.ES

curiosity didn't kill the cat

certo che devo sembrare davvero pigro.
tre post quasi quotidiani in apertura di blog e poi il nulla per praticamente un mese. come al solito, è un problema di Costanza, dunque non mio.

Costanza è una mia ex-compagna di classe. Nel senso che faceva la compagna a tempo perso, senza capire un fico a dieta di politica, e poi se la menava come una tipa di classe – però senza neanche lontanamente pensare alla lotta di classe (cosa che invece accadeva davvero a scuola, con i cassini impomatati di gesso durante l’intervallo tra le lezioni).

Costanza a suo tempo l’avreste potuta definire una radical chic. Oggi questo termine è piuttosto abusato. Essere radical chic oggi è quasi un vezzo, ma credetemi, Costanza la prendevamo tutti per il culo. Avevo anche altri amici che venivano presi per il culo, poi col tempo si sono scoperti gay. Costanza no.

La cosa bella di Costanza è che davvero presta fede al suo nome e nel tempo, con una costanza fuori dell’ordinario, è riuscita a non far progredire tutto il suo complesso neuronale nemmeno di una briciola. In virtù di questo fatto, ovvero della bassa stima che ho di lei, mi concedo il lusso di elevarla al grado di capro espiatorio per ogni mio errore. Che è una cosa comoda, credetemi. Dire che è un problema di Costanza ti toglie un sacco di sensi di colpa.

Per quel che concerne Costanza, al momento credo che viva a Londra, e continua a non pensare, come ha sempre fatto. Magari in inglese, chissà.

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Ieri sera si parlava delle dieci domande di Repubblica. Cioé, si parlava di tante cose, ma poi in particolare ci si chiedeva quanto ne ricavi in termini di ritorno Repubblica stessa, a insistere sempre con queste dieci domande. È vero che sono “le nuove dieci domande”, ma in effetti è da un po’ che non le aggiornano, e oggi il pubblico è decisamente esigente in termini di novità.
poi, ad essere sinceri, ci sarebbero un bel po’ di cose che si potrebbero chiedere al nostro Presidente. per cui, provo a immaginare le “nuovissime dieci domande” (senza traduzione in inglese, per ora).

1. “Signor Presidente, quando parlava di più rigore riguardo agli extracomunitari, aveva in mente Diego Milito?”

2. “Quando ha dichiarato che lei è Superman, non crede di aver fatto un grossolano errore in termini di valutazione, che potrebbe portare nocumento alla sua immagine? Come tutti ben sanno, infatti, Superman sta un po’ sui coglioni a tutti. Il vero idolo è Batman.”

3. “Premesso che potrebbe essere ottima la sua idea di togliere voce ai portavoce, non le sembra il caso di andare fino in fondo, per una pura questione linguistica e di estetica, e proporre anche un cambio di nome? Che so… portagrane?”

4. “È vera la tesi secondo cui la carica dei poliziotti al Global Beach (cosa che non si vedeva da sessant’anni a Venezia) è una montatura e che si trattava in realtà di una rissa tra persone in maschera durante una festa per il film Baarìa? [si dice anche che la rissa sia scattata in seguito a divergenze su come si fa lo Spritz, espresse calorosamente, come al solito, tra vari comunisti in disaccordo, di cui uno - che era stato in Russia - deluso].”

5. “Non crede che, per coerenza, dopo la denuncia a Repubblica e L’Unità, sia il caso di denunciare anche la redazione di Topolino, per la storia Zio Paperone e i ritrovamenti di Villa Pertosa?”

6. “Lei che si è rivelato acuto critico cinematografico, crede che Videocracy possa concorrere per l’Oscar al miglior film straniero?”

7. “Alla luce di quanto poi è avvenuto, non crede che era meglio lasciare Feltri alla direzione di Libero? (o poteva metterlo come velina a Porta a porta, no?)”

8. “Questi comunisti non l’hanno fatta andare a L’Aquila. Li perdona?”

9. “È vero che se non si fosse trovato un accordo con Gheddafi, le Frecce Tricolore avrebbero rilasciato fumata nera?”

10. “E infine, Signor Presidente, checché ne insinui Repubblica, le sue condizioni di salute mi sembrano ottime. Qual è il suo segreto?!”

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